Esteban Paladini

Esteban, la possibilità di pitturare la musica

di Michele Quirici

Ci sono tante forme di silenzio.
C’è il silenzio che toglie il fiato, quello dell’attesa di un grande evento, quello dell’assenza, poi c’è quello cercato, voluto, amato, infine ottenuto, che porta l’individuo di lato, ma dentro la realtà. Questa condizione apparentemente difficilissima da raggiungere consente di osservare il mondo e gli uomini che lo affollano con un sereno distacco, sentendosi parte del tutto ma potendone stare fuori.
Per alcuni individui questo stato che loro quasi considerano di grazia è esercitato in modo naturale, quasi istintivo e non procura nessun dolore ma solo un sereno vivere.

L’artista che troverete in queste pagine è un abitante di questo mondo e con questa mostra si illustra per la prima volta.
Qui si esprime con i suoi colori impressi con maestria, in tele che sembrano appartenere a mani adulte e stupisce e meraviglia con primordiale fascino.
Ma c’è molto di più da raccontare…
A questo universo manca la seconda parte di frequentazione del cielo: la musica.
Sì, la musica, perché a tutto quello che vedrete, dovete aggiungere, immaginandola, la melodia di un pianoforte che giganteggia sulle note di Litz, Beethoven, Chopin o Mozart.
Musica e pittura diventano così due frecce scoccate veloci verso il futuro, non sciogliendo l’eterno dilemma se è davvero necessario fare della propria vita un’opera d’arte.

Se qualcuno però a questo punto penserà di essersi imbattuto in qualche voglia di riformismo di genere o di sostanza sbaglia, perché tutto quello che fa Esteban è divertirsi, giocare con la propria indole e godersi il risultato da vero esteta.

Un esercizio per sé, che non viene mai sfiorato dal giudizio degli altri e dalle loro esigenze.
Un percorso partito anni or sono, quando ha iniziato da una parte a cominciare a leggere un pentagramma e, dall’altra, a padroneggiare prima le matite e poi i colori ad olio.
Un’attività giornaliera che raramente ha varcato le mura casalinghe e che grazie ad una splendida famiglia, piano piano, è germogliata in qualcosa che merita di essere conosciuta.

Il primo ad accorgersi dell’arte pittorica del nostro Esteban, è stato suo nonno Luciano che un giorno, dopo aver visto i suoi lavori, attingendo al suo enorme bagaglio in questo campo, gli disse: “Continua a lavorare così… ti do un anno e la mostra te la faccio io!”.
Ecco, ora questo invito è stato raccolto e, nelle vostre mani oggi potete tenere una gioiosa realizzazione, un primo vagito di un artista che ci fa ben sperare e allo stesso tempo quasi inconsapevolmente raccoglie una pesante eredità dei Paladini, da sempre “fruitori” di contemporaneità.
Buon viaggio…